Risiko!

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La passione per i giochi può durare anni e non finire mai.

Un gioco che ha veramente appassionato dalla metà del secolo scorso e appassiona ancora oggi è il “Risiko!” della Editrice Giochi, azienda con sede a Milano, specializzata in giochi da tavolo, dal 2016 di proprietà della canadese Spin Master.

Il gioco è una derivazione del gioco francese “La Conquěte du Monde” ideato nel 1957 e noto con il nome “Risk”. Distribuito dall’azienda francese Miro Company, Risk venne successivamente distribuito negli Stati Uniti e nel resto di Europa dall’americana Parker Brothers ora della Hasbro.

La prima edizione italiana viene pubblicata nel 1968 dalla milanese “Giochiclub” che distribuiva al tempo giochi di varie aziende estere tra le quali appunto anche la Miro. Si narra che la “nostra” versione nacque miscelando tra loro le diverse caratteristiche delle altre versioni europee del gioco: il nome Risiko venne preso dall’edizione tedesca, mentre le regole dalla versione francese con alcune varianti anglo-americane.

Originariamente le “mitiche” armate erano rappresentate da cubetti in legno colorati mentre le pedine ovaleggianti un po’ più grosse indicavano le dieci armate: le celebri pedine di plastica a forma di carro armato vennero adottate nel 1973.

Una curiosità: questa versione del gioco riporta nel manuale l’indicazione di inviare una lettera al produttore indicando eventuali varianti, che fa pensare ad una evoluzione ante 1977 nata proprio dalla fantasia dei giocatori.

Nel 1977 la “Editrice Giochi” diventa infatti il distributore esclusivo di RisiKo!: nell’occasione vengono adottate le carte “obiettivo”, un regolamento semplificato, un nuovo planisfero con le regioni di ogni continente diversificate da colori sfumati (e maggiori suddivisioni) e la bandierina come pedina per rappresentare dieci armate.

Qualcuno oggi può obiettare che il tempo di attesa tra un turno e l’altro sia troppo lungo e la mancanza di limiti per le azioni di un giocatore sia sbilanciante in certi casi. Sto giocando adesso e devo dire che è ancora molto divertente ed attuale. Anche se i sei dadi in dotazione ci dicono come la fortuna, per vincere, sia comunque una componente importante.

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