Con questa breve recensione tento un piccolo esperimento: provare ad allargare il racconto della pagina “Giocattoli per passione” anche ai prodotti più moderni, purché siano in grado di rievocare i miti e le emozioni legate all’infanzia di chi è cresciuto tra gli anni ’70 e ’80.
Perché non tutto ciò che è nuovo tradisce il passato: alcuni oggetti, anzi, lo celebrano in modo straordinario. Inoltre, alcuni oggetti del nostro passato hanno raggiunto prezzi assurdi, e un’alternativa più economica, anche se moderna, può risultare utile per colmare la nostro bisogno di rivivere emozioni.
In questo caso vorrei presentarvi il Grendizer della serie “Infinitism”, un kit di montaggio in scala 1:144, della Bandai, incarnata nella nuova azienda Bandai Spirits: il prodotto perfetto per mantenere fede alla filosofia di fondo del nostro progetto divulgativo.
Si tratta di un model kit pensato per appassionati e collezionisti, ma accessibile anche a chi, come me, non ha una grande esperienza nel modellismo.
La prima cosa che colpisce è la qualità assoluta: gli stampi sono realizzati con una precisione maniacale e l’incastro dei pezzi è così ben studiato che tutto si monta quasi da solo. L’unico strumento necessario è un tronchesino da modellismo per separare i componenti dai telai, eventualmente accompagnato da una piccola limetta per rifinire qualche piccola sbavatura.
Il kit si ispira alla leggendaria linea HG (High Grade) introdotta da Bandai nel 1990 per i Gunpla, i modelli dedicati all’universo Gundam. Fu una vera rivoluzione nel mondo del modellismo: grazie allo stampaggio multicolore e alla tecnologia a incastro “snap-fit”, non servivano più né colla né vernice per ottenere un risultato spettacolare.
Da allora, lo standard “HG” e la scala 1:144 sono diventati di riferimento, e la linea Infinitism eredita pienamente questi vantaggi, offrendo snodi articolati, solidi e quindi robot posizionabili con grande precisione.
I pezzi come detto sono già colorati, le decals sono davvero minime, il che rende l’esperienza di montaggio ancora più fluida e gratificante. Sono presenti parti trasparenti oltre che componenti aggiuntivi per personalizzare le pose del robot una volta assemblato.
Per completarlo ho impiegato circa cinque ore (ma sono andato lento), suddivise in più giornate, e ogni fase del montaggio è stata appagante, mai frustrante o ripetitiva.
Il risultato finale è un Grendizer che conserva tutto il fascino dell’originale, ma con un’estetica modernizzata che rispetta e valorizza le sue origini. Un perfetto ponte tra passato e presente, tra la nostalgia per un’icona senza tempo e la qualità dei prodotti attuali.


Questa versione del Goldrake fa parte, come detto, della linea “Infinitism”, che comprende altri modelli dedicati a celebri robot dell’animazione giapponese come il Mazinga Z, Jeeg e il mitico Getter robot Dragon. Un’ottima notizia per chi vuole realizzare una collezione che racconti la propria passione per i grandi eroi giapponesi di un tempo, ad un prezzo accettabile (dai 50 ai 60 euro circa a modello).
Insomma, un prodotto consigliato a chi ama il Goldrake, a chi vuole avvicinarsi al mondo dei model kit o semplicemente a chi cerca un modo nuovo (ma fedele allo spirito originale) per rivivere i propri ricordi d’infanzia.
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