Crystal Ball

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A maggioranza, come deciso nell’ultimo sondaggio proposto sul Gruppo Facebook, con questa scheda iniziamo a trattare anche giocattoli “moderni” che si rifanno a prodotti del passato, rivisitazioni di meccaniche vintage oppure, come in questo caso, prodotti che sono in vendita da decenni.

Parliamo del “Crystal ball”, il gioco dei palloncini. Nato nel 1947 dall’idea di Claudio Pasini, un chimico della Brianza, e del suo socio Carlo Alberto Colombo, viene definitivamente lanciato sul mercato nel 1968 per essere poi distribuito, a partire dagli anni Ottanta, dalla Giochi Preziosi. Ancora oggi è in vendita nei negozi.

Molti lo ricordano per la pubblicità martellante sui giornalini e la musichetta orecchiabile dello spot televisivo che permisero al Crystal ball di raggiungere una grandissima notorietà.

Lo scopo del gioco è creare dei palloncini gonfiando una piccola pallina di pasta dal caratteristico e inconfondibile odore di solvente. Schiacciando il tubetto che la contiene, come avviene per il dentifricio, una piccola porzione di pasta viene posta sull’estremità di un cannello fornito in dotazione, in corrispondenza di una sorta di piatto. Soffiando nell’altra estremità del cannello, la pallina si gonfia formando dei bellissimi palloncini con i quali giocare per qualche minuto. La durata è limitata ma la leggerezza permette ai bambini di giocare senza rischi. La promo indica, ieri come oggi, che le bolle non macchiano e non rompono nulla.

La pasta è disponibile nei colori verde, giallo, blu e rosso e, una volta gonfiata, essendo appiccicosa, permette di riparare rapidamente eventuali buchi oppure unire più palloncini per formare forme divertentissime. Una volta “asciugata” è possibile fare volteggiare le bolle e appoggiarle su un piano, facendo comunque molta attenzione.

Oggi la composizione della pasta è stata rivista e migliorata e il cannello ingloba una valvola di non ritorno che impedisce di respirare l’aria soffiata all’interno della bolla prodotta. La giocabilità è rimasta comunque quella di un tempo.

La confezione, in vendita a cinque euro, contiene, come allora, un tubetto di pasta del colore scelto e il cannello. Curiose sono le istruzioni d’uso, stampate sul lato interno della scatola. La giocabilità è immutata, come il caratteristico e inconfondibile odore, leggermente ridotto, che rendono Crystal ball un gioco ancora attuale, sicuramente da provare e che ci fa rivivere le emozioni di quando eravamo bambini.

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